Introduzione generale all’arte araba moderna (post)coloniale: soggettivazione, indipendenza, emancipazione nel XX secolo


Modernismo
Astrazione
Spiritualità
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Surrealismo
frommar 7, 2026tomar 7, 2026

Nel lungo ventesimo secolo di trasformazioni (post)coloniali, l’arte del Nord Africa e dell’Asia occidentale è diventata un campo di negoziazione tra tradizione e modernità, esilio e appartenenza, spirituale e politico. Dall’astrazione geometrica di Saloua Raouda Choucair agli esperimenti visionari di Mohammed Chabâa, Huguette Caland e Shakir Hassan Al Said, questa lezione traccia come gli artisti abbiano forgiato modernità plurali che resistevano sia all’universalismo coloniale sia all’essenzialismo culturale. Il loro lavoro mostra l’arte moderna non come imitazione, ma come un continuo atto di traduzione attraverso storie e linguaggi.

Introduzione generale all’arte araba moderna (post)coloniale: soggettivazione, indipendenza, emancipazione nel XX secolo

La produzione artistica nel Nord Africa e in Asia occidentale durante il XX secolo si è sviluppata nelle condizioni complesse e spesso ambivalenti della (post)colonialità. Gli artisti provenienti dai territori arabi e colonizzati divennero agenti attivi in questi processi storici, articolando forme di rinnovamento culturale e politico. Allo stesso tempo, il loro lavoro registrava i dilemmi della soggettività e gli impasse esistenziali generati dall’esilio, sia vissuto come spostamento geografico sia come alienazione interna in società repressive o in rapido mutamento. Saloua Raouda Choucair è considerata una figura chiave, la cui astrazione si basava sulla geometria islamica pur interagendo con la sperimentazione modernista, collegando specificità culturale e ambizioni universaliste. In Marocco, artisti come Mohammed Chabâa e Ahmed Cherkaoui ridefinirono l’astrazione attraverso l’integrazione di motivi vernacolari, calligrafia e ornamento, radicando i vocaboli modernisti nelle texture della cultura visiva locale. Il loro lavoro mostra come il progetto di indipendenza nazionale si sia svolto anche sul piano estetico, come negoziazione tra tradizione e forme internazionali. La lezione si sposta poi in Libano e Algeria, considerando artisti come Aref el Rayess e Mohammed Khadda, che offrono due risposte distinte ai cambiamenti politici e sociali. Parallelamente, artisti come Huguette Caland in Libano e Ramsès Younan, attivo nel surrealismo egiziano, esplorarono soggettività e corporeità come siti di emancipazione. In Iraq, Shakir Hassan Al Said sviluppò la teoria di al-bu’d al-wahid (“la dimensione unica”), combinando filosofia sufi e astrazione per articolare una visione dell’arte come rinnovamento spirituale e politico. Queste traiettorie illustrano come l’arte araba moderna non fosse un movimento unico, ma una costellazione di pratiche. Astrazione, simbolismo e figurazione diventarono strumenti per negoziare indipendenza, soggettività e coscienza politica.


7 marzo 2026 - Dalle 15:00 alle 18:00 (CET)

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