Memorie contese e linguaggi contemporanei nell’Europa centrale e orientale nella transizione post-socialista (1989–2010)


Arte post-socialista
Memoria
Performance
Identità
Arte politica
frommar 21, 2026tomar 21, 2026

Tra il 1989 e il 2010, artisti di tutta l’Europa centrale e orientale hanno trasformato memoria e critica in metodo artistico, rielaborando gli esiti del socialismo e le fragili promesse della democrazia attraverso ironia, intimità e dissenso.

Memorie contese e linguaggi contemporanei nell’Europa centrale e orientale nella transizione post-socialista (1989–2010)

Tra il 1989 e il 2010, artisti dell’Europa centrale e orientale hanno ridefinito narrazioni culturali e linguaggi artistici, confrontandosi con i residui del socialismo e le promesse, e le delusioni, delle nuove democrazie. Le loro opere negoziavano memoria, ideologia e identità attraverso ironia, intimità e critica politica. In Polonia, il movimento della Critical Art (Zbigniew Libera, Katarzyna Kozyra, Paweł Althamer, Artur Żmijewski, Alicja Żebrowska, Grzegorz Klaman) sfidava il controllo biopolitico e le norme di genere, mentre Mirosław Bałka esplorava la fragilità della memoria e Wilhelm Sasnal rifletteva su media e mito nazionale. In Romania, Ion Grigorescu, Dan Perjovschi e Lia Perjovschi trasformavano performance, disegno e archivio in strumenti di memoria civica, mentre Mircea Cantor esplorava invisibilità, migrazione e tensione tra sacro e profano. Gli artisti baltici interrogavano spesso identità, occupazione e corporeità: Jaan Toomik ed Eni-Liis Semper esploravano vulnerabilità e tensione esistenziale, mentre Deimantas Narkevičius impiegava performance e linguaggio cinematografico per trattare memoria, trauma e spiritualità. La Bielorussia presenta una traiettoria diversa, segnata dalla continuità autoritaria post-sovietica: Marina Naprushkina sfida propaganda statale, patriarcato e apparati ideologici, fondendo attivismo femminista con strategie para-istituzionali. Nei Balcani, Milica Tomić, Grupa Spomenik, Sanja Ivekovic e Tanja Ostojić affrontano il trauma della guerra e la mercificazione del corpo; i video di Anri Sala tracciano la dissonanza tra memoria e modernità; Nedko Solakov e NSK rivelano i paradossi post-ideologici attraverso ironia e rielaborazione.


21 marzo 2026 - Dalle 15:00 alle 18:00 (CET)

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