Arte latinoamericana post-1980: interculturale, transstorica e politicamente situata
Durante periodi di crisi e transizione democratica, gli artisti latinoamericani hanno sviluppato nuovi linguaggi visivi per la democrazia, ridefinendo il corpo come luogo di verità e dissenso attraverso l’uso della performance e la riappropriazione di storie represse. Questa lezione analizza come l’arte abbia funzionato sia come testimonianza sia come agente di trasformazione, con gesti, materiali e spazi che esprimono una politica di rinnovamento ancora oggi rilevante.
La lezione esplora la produzione artistica in America Latina durante crisi e transizioni democratiche, concentrandosi su artisti che hanno risposto alle eredità della dittatura, alle disuguaglianze sociali e al retaggio coloniale tramite strategie di resistenza, riappropriazione culturale e politica e impegno collettivo. Le pratiche performative e corporee, che affrontano violenza, trauma, oppressione di genere e memoria collettiva, vengono esaminate attraverso le opere di artisti come Ana Mendieta, Maria Evelia Marmolejo, Teresa Margolles, Regina José Galindo, ASCO, Laura Aguilar, Tania Bruguera e Martine Gutierrez. Il concettualismo politico viene analizzato nelle pratiche di artisti quali Cildo Meireles, Doris Salcedo, rafa esparza e Óscar Muñoz, che utilizzano materiali, linguaggi e oggetti quotidiani per articolare critiche al potere e all’oblio storico. La lezione considera inoltre artisti come Adriana Varejão, Delilah Montoya, Guadalupe Maravilla, Sonia Gomes, Rosana Paulino e James Luna, che rielaborano estetiche e iconografie coloniali, africane e indigene per affrontare l’ibridità culturale e riappropriarsi di tradizioni visive e culturali represse. Gli artisti discussi dimostrano come l’arte contemporanea possa essere uno strumento di azione, partecipazione civica e decolonizzazione.
4 aprile 2026 - Dalle 15:00 alle 18:00 (CET)
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