Arte digitale, intelligenza artificiale e nuove ecologie
Nel mutevole scenario del postumano, l’arte dissolve i confini che un tempo separavano umano, macchina e pianeta. Attraverso dati, corpi e materia virtuale, gli artisti contemporanei immaginano forme ibride di vita e percezione, mettendo in discussione l’agenzia, l’etica e l’evoluzione stessa. La lezione esplora come immaginari digitali ed ecologici si intreccino per concepire futuri in cui la creatività emerge dall’intreccio anziché dal controllo.
Questa lezione analizza le pratiche artistiche contemporanee all’incrocio tra tecnologie digitali, intelligenza artificiale e pensiero ecologico, mostrando come gli artisti affrontino le trasformazioni di percezione, identità e ambiente nell’era postumana. Artisti e teorici hanno dedicato particolare attenzione all’estrattivismo, all’errore e al glitch, alla ricorsione e alla contingenza emergenti da IA, Internet e altre tecnologie avanzate, applicando questi concetti ai contesti socioculturali di genere, razza, politica ed ecologia. Tra i riferimenti teorici principali vi sono Atlas of AI di Kate Crawford, Glitch Feminism di Legacy Russell e la teoria della Technodiversity di Yuk Hui, accomunati da una consapevolezza critica sull’identità e sulla presunta universalità della cultura tecnologica. Le pratiche di Lu Yang, Ian Cheng e Refik Anadol esplorano come media tecnologici, ambienti virtuali, avatar e estetiche basate sui dati articolino nuovi modi di intendere identità ed esistenza. Parallelamente, l’interesse per le tecnologie avanzate ha stimolato anche un’indagine sui sistemi ecologici che le sostengono o le contrastano. Artisti come Pierre Huyghe, Otobong Nkanga, Anicka Yi, Tabita Rezaire e Candice Lin impiegano installazioni, multimedia e performance per immaginare futuri sostenibili, mettendo in discussione economie estrattive e paradigmi antropocentrici.
18 aprile 2026 - Dalle 15:00 alle 18:00 (CET)
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