Tra nascita e declino: l’agire degli artisti nell’Asia orientale e sud-orientale di metà Novecento
In Asia orientale e sud-orientale, il modernismo non fu né imitazione né rifiuto, ma un ripensamento attivo di codici ed estetiche. Attraverso azioni di traduzione e resistenza, gli artisti dalla Cina alle Filippine reinterpretano la modernità estetica come uno spazio di possibilità decoloniali, in cui le forme ereditate vengono messe in discussione, rinnovate e rese capaci di parlare in modi nuovi.
La sessione esplora come gli artisti dell’Asia orientale e sud-orientale abbiano affrontato i cambiamenti culturali, politici e istituzionali che hanno modellato la regione dagli inizi del XX secolo fino alla Seconda guerra mondiale. Analizza come gli incontri tra regioni, le gerarchie artistiche in evoluzione e le preoccupazioni legate all’influenza o a un percepito ritardo abbiano influenzato sia la produzione delle immagini sia le dinamiche del mondo dell’arte. Attraverso le pratiche di Fang Junbi, Pan Yuliang, Kuroda Seiki, Nguyen Gia Tri, Georgette Chen e Nena Saguil, la sessione mette in luce come genere e mobilità abbiano determinato l’accesso alla formazione, l’esposizione a linguaggi artistici diversi e la capacità di muoversi tra reti locali e transnazionali. Tracciando questi intrecci e ristrutturazioni, la discussione mostra come gli artisti dell’epoca abbiano negoziato le forze di cambiamento più ampie, elaborando nuove strategie visive radicate nelle specifiche condizioni culturali e storiche.
28 gennaio, 2026 – dalle 18:00 alle 20:00 CET
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