Trasformazioni artistiche e riposizionamento globale in Asia orientale
Dal Minjung Art al pop surrealismo, gli artisti in Corea, Cina e Giappone hanno reinterpretato la cultura in un periodo di rapidi cambiamenti, trasformando politica, tecnologia e mass media in spazi di critica, ironia ed espressione radicale del sé.
Questa lezione analizza la produzione artistica in Corea, Cina e Giappone dagli anni Ottanta ai Duemila, concentrandosi sulle modalità con cui gli artisti rispondono ai cambiamenti politici, alle trasformazioni sociali e agli scambi culturali globali. Si parte dalla Corea con il Movimento Minjung Art, o Arte del Popolo, caratterizzato da pittura, stampa e performance che celebravano i lavoratori e la memoria collettiva popolare, e dal suo contrappunto oppositivo, la tendenza minimalista delle pitture monocrome nota come Dansaekhwa. In Cina, si esamina come gli artisti del Movimento della Nuova Ondata del ’85 abbiano sfidato lo status quo attraverso strategie concettuali e anti-arte, e successivamente, nell’era post-1989, come stili come il Political Pop e il Cynical Realism abbiano utilizzato ironia, appropriazione e interventi su larga scala per criticare ideologia, storia e le pressioni della globalizzazione. La lezione considera inoltre il movimento Superflat in Giappone, fusione di manga, cultura dei consumi e arte visiva che mette in discussione i confini tra alta e bassa cultura, analizzandone l’influenza sulle generazioni successive di artisti, impegnati a navigare l’esperienza urbana postmoderna giapponese e ad adottare pratiche basate sui nuovi media. In ogni contesto culturale, le nuove forme artistiche vengono introdotte e collocate in momenti di intensa trasformazione sociale e politica, sollevando questioni fondamentali sulla natura dell’arte e sul suo ruolo in un mondo in rapida globalizzazione.
8 aprile, 2026 – dalle 18:00 alle 20:00 CET
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