Repressione, resistenza e spiritualità in America Latina


Neo-Concretismo
Performance
Resistenza
Memoria collettiva
Arte politica
fromfeb 28, 2026tofeb 28, 2026

Quando l’espressione stessa divenne un atto politico, gli artisti di tutta l’America Latina ricorsero alla sperimentazione come forma di resistenza. Dal Movimento antropofago e il Neo-Concretismo in Brasile alle performance radicali di Tucumán Arde e CADA, questa lezione ricostruisce come la pratica artistica abbia negoziato la repressione statale, reinventato le forme dell’autonomia culturale. Attraverso gesti di appropriazione, astrazione e azione comunitaria, l’arte diventò testimonianza e trasformazione, un mezzo per immaginare la libertà di fronte al controllo.

Repressione, resistenza e spiritualità in America Latina

La lezione esamina la produzione artistica in tutta l’America Latina durante periodi di conflitto politico e sociale, quando regimi autoritari e censura statale influenzavano l’espressione culturale e il discorso pubblico. Verranno analizzati i primi esperimenti modernisti in Brasile, inclusi i lavori di Anita Malfatti, Emiliano Cavalcanti e Tarsila do Amaral, le cui contribuzioni al Movimento antropofago reinterpretarono il modernismo europeo attraverso riferimenti culturali locali e strategie di appropriazione e ibridazione, insieme al movimento Neo-Concretismo brasiliano, con figure come Lygia Clark, Lygia Pape e Hélio Oiticica. La lezione considera anche le performance politiche e le pratiche contro-narrative in Argentina e Cile, inclusi Tucumán Arde, Marta Minujín, Carlos Leppe e il collettivo CADA, le cui azioni nello spazio pubblico e installazioni effimere affrontavano la violenza statale promuovendo al contempo il coinvolgimento civico. In Ecuador, il movimento VAN, rappresentato da Enrique Tábara, Theo Constanté Parra, Juan Villafuerte e Luis Molinari, mostra come astrazione e strategie moderniste siano state combinate con simbolismo locale per affermare l’autonomia culturale e rispondere a trasformazioni politiche e sociali. Le tendenze neo-espressioniste in Ecuador e Cile vengono considerate attraverso il lavoro di Manuel Felguerez, Teresa Cito, Jan Hendrix, Carlos Eduardo Maturana Piña, Bororo e Samy Benmayor. Infine, la lezione affronta l’uso politico del folklore e delle pratiche vernacolari, mostrando come artisti come Bárbaro Rivas, Tilsa Tsuchiya e Juan Camilo Uribe, insieme a collettivi come Las Arpilleras, abbiano mobilitato immagini tradizionali, forme narrative e strategie comunitarie per affrontare l’ingiustizia sociale e preservare la memoria collettiva.


28 febbraio 2026 - Dalle 15:00 alle 18:00 (CET)

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