@Shenzen · Tavola rotonda: Governance

Istituzioni ibride: dove lo spazio culturale è anche "casa"
In molte città contemporanee, i modi in cui si formano le comunità e in cui le risorse condivise vengono costruite e rese disponibili riflettono condizioni particolari, plasmate dalla vita contemporanea: la mobilità della popolazione porta milioni di persone lontano dai luoghi d'origine; una "modernità compressa" concentra nell'arco di una sola generazione trasformazioni sociali che altrove avrebbero potuto svolgersi nell'arco di un secolo; e ritmi di lavoro intensi erodono di continuo il tempo personale e la vita privata.
Quando la "casa" è altrove, il senso di appartenenza va ricostruito da capo nei luoghi in cui si arriva.
Shenzhen è forse uno degli esempi più netti di questo fenomeno. Nata come città di frontiera, in poco più di quarant'anni è cresciuta fino a diventare una metropoli di quasi 18 milioni di abitanti, con una crescita demografica trainata quasi interamente dalle migrazioni. È inoltre una delle città con la popolazione più giovane della Cina e con una quota eccezionalmente alta di residenti stabili privi di registrazione anagrafica locale (hukou). Le persone arrivano qui e sempre più spesso scelgono di restare, sposarsi, avere figli, crescerli e mandarli a scuola in questa città.
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