@Tanguiéta · Tavola rotonda: Economia

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L'Ecomuseo del Koutammakou offre una risposta africana concreta a queste domande. Anziché separare il patrimonio dalla vita quotidiana, l'ecomuseo opera all'interno del paesaggio culturale vivo dei Batammariba, dove terra, architettura, sapere e mezzi di sussistenza restano profondamente interconnessi. La sua esperienza costituisce un caso di studio concreto per ripensare l'economia dei commons culturali attraverso la bioeconomia circolare, la governance comunitaria e il turismo rigenerativo.
Al centro di questa esperienza vi è una rete di 15 Cooperative di Interesse Economico e Culturale (CIEC), che riuniscono 373 membri, in prevalenza donne custodi del sapere tradizionale legato all'architettura in terra cruda e alla manutenzione dei sikien, le unità architettoniche abitate al centro della vita culturale dei Batammariba. Attraverso l'agricoltura, l'allevamento, i prodotti forestali non legnosi e la lavorazione alimentare, le cooperative sviluppano attività economiche radicate localmente e basate su principi circolari: le risorse locali vengono trasformate in valore, gli sprechi sono ridotti al minimo e i benefici economici vengono reinvestiti nel paesaggio culturale. Il venti per cento dei profitti delle cooperative è destinato a un fondo permanente dedicato alla manutenzione dei sikien. Il patrimonio diventa così non semplicemente qualcosa da preservare, ma parte di un'economia locale funzionante che contribuisce direttamente alla propria conservazione.
Il turismo emergente del Sikien porta questo approccio un passo oltre. Mappatura e georeferenziazione a base comunitaria, sviluppate inizialmente per sostenere la gestione delle cooperative e la documentazione del patrimonio, stanno oggi creando le basi per esperienze di visita accuratamente progettate. I visitatori possono scoprire l'architettura, il paesaggio, il sapere e i modi di vita del Koutammakou, contribuendo al contempo all'economia locale. L'obiettivo non è trasformare i sikien in oggetti da museo, ma creare una forma di turismo rigenerativo in cui la visita contribuisca alla vitalità continuativa dei luoghi e delle comunità visitate.
Strutturata come una causerie-débat, anziché come un tradizionale panel accademico, la sessione creerà un cerchio di dialogo ispirato all'importanza della parola collettiva e della trasmissione intergenerazionale nella società dei Batammariba. La conversazione riunirà il direttore e fondatore dell'Ecomuseo del Koutammakou, una donna leader di una CIEC, il responsabile per l'imprenditorialità e la consulenza della rete, e un giovane diplomato dei chantiers-écoles di costruzione del museo. Le loro diverse prospettive riveleranno come patrimonio culturale, empowerment economico femminile, coinvolgimento giovanile, sapere tradizionale, economia circolare e turismo sostenibile possano convergere in un unico modello a base comunitaria.
La discussione pone, in ultima analisi, una domanda più ampia per i musei di tutto il mondo: possono i musei andare oltre la conservazione del patrimonio, per aiutare le comunità a costruire le condizioni economiche, ecologiche e sociali che permettono al patrimonio di restare vivo? L'esperienza del Koutammakou suggerisce che il futuro dei musei sostenibili possa risiedere non nel possedere più collezioni, ma nel rafforzare i sistemi viventi, il sapere e le economie che sostengono il patrimonio nel suo luogo.


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