Arte espansa, critica delle istituzioni e postmodernismo tra Europa e Stati Uniti
Tra le rivolte politiche in strada e l'alba del neoliberismo, gli artisti in Europa e negli Stati Uniti hanno identificato l'arte come un luogo chiave di critica e sperimentazione sociale, sfidando le istituzioni, le ideologie e i confini tra vita e arte.
Questa lezione analizza la produzione artistica in Europa e negli Stati Uniti in un periodo inizialmente segnato dai movimenti per i diritti civili e dall’attivismo controculturale, e successivamente dall’ascesa delle politiche neoliberali e dalla crisi delle ideologie moderniste. Vengono esaminati movimenti e collettivi come Fluxus, Arte Concettuale e Land Art, le cui pratiche ponevano l’accento sul processo, sulla dematerializzazione e sull’integrazione delle idee con contesti sociali ed ecologici. La performance art è analizzata attraverso artisti come Joan Jonas, Vito Acconci, Marina Abramović e Tehching Hsieh, tra gli altri. La lezione affronta inoltre l’arte femminista della seconda ondata e il fenomeno della Critica istituzionale, evidenziando le diverse prospettive e strategie con cui gli artisti hanno sfidato l’autorità, il potere e le logiche economiche del sistema dell’arte e dell’ordine patriarcale-capitalista. Viene poi considerata l’emergere della video art, con figure come Nam June Paik, Bruce Nauman e Bill Viola, e l’ascesa del postmodernismo attraverso la Transavanguardia Internazionale e artisti come Jean-Michel Basquiat, la cui opera sintetizza appropriazione, riferimenti storici e critica culturale globale.
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